Come scrive nel suo catalogo l'editore tedesco Klaus Wagenbach, «le piccole case editrici non sono popolate di esperti in marketing. Esse sono condotte da persone che fanno libri, animate dalla passione o dalla forza delle loro convinzioni e certamente non dalla prospettiva di profitti (...) Se i libri a piccola tiratura scomparissero è il futuro che risulta compromesso. Il primo libro di Kafka fu stampato in 800 copie e quello di Brecht in 600. Che cosa sarebbe successo se qualcuno avesse deciso che non valeva davvero la pena di pubblicarli?»
tratto da André Schiffrin, Editoria senza editori, Bollati Boringhieri, Torino 2000, pp. 72-73.